Le varici esofagee e le varici gastriche non dànno sintomi, se non quando avviene il sanguinamento, cioè queste varici, per la pressione indotta dall’ipertensione portale, scoppiano e causano sanguinamento.

Questo sanguinamento può essere occulto e dare segno di sé solo alla ricerca del sangue occulto nelle feci, con esame microscopico di laboratorio e con il segno clinico di anemia. Oppure può esserci perdita visibile di sangue nelle feci, poiché queste si presentano viscide, maleodoranti e nere (melena). Ovvero può esservi vomito di sangue (ematemesi) nei casi conclamati.

Per la diagnosi delle varici il Gastroenterologo Epatologo dovrà seguire con visite periodiche il suo paziente malato di fegato e sottoporlo alla gastroscopia per vedere se le varici dell’esofago o dello stomaco si sono formate, per poterle curare nel modo più appropriato.

La terapia delle varici esofagee e gastriche è medica, endoscopica, radiologica interventistica o chirurgica (molto raramente).

Il Gastroenterologo Endoscopista effettua procedure endoscopiche terapeutiche, tra le quali riveste un posto importante quella della bruciatura (sclerosi) o legatura (legatura endoscopica con lacci elastici) delle varici esofagee. Le varici gastriche (in genere situate nel fondo dello stomaco) sono difficili da aggredire e possono essere trattate con un collante (cianoacrilato) per evitare che sanguinino.

La sclerosi delle varici è indicata in urgenza, mentre nella profilassi è opportuna la legatura endoscopica, eventualmente associata a terapia medica.

 

Terapia profilattica (cioè per prevenire il primo sanguinamento)  

I pazienti con varici piccole possono essere trattati con terapia medica. I farmaci beta-bloccanti non-selettivi si sono dimostrati efficaci nel prevenire la progressione delle varici e il loro sanguinamento. Nel caso di varici di dimensioni medie o grosse, oltre la profilassi medica con i beta-bloccanti non selettivi, è opportuna la legatura endoscopica. Questa procedura è mandatoria per i Pazienti con varici medie o grosse, che abbiano controindicazioni o intolleranza ai beta-bloccanti.

La legatura endoscopica è una tecnica endoscopica che prevede, durante la gastroscopia, il posizionamento di “lacci”, cioè “elastici”, preventivamente montati sul puntale dello strumento, che servono a chiudere la varice. È necessario effettuare più sedute, a distanza di circa 4 settimane una dall’altra, per eradicare tutte le varici dell’esofago.

 

Differenza schematica tra legatura e sclerosi 

 

 

Visione endoscopica del laccio che viene “sparato” a legare la base della varice 

 

Varice esofagea appena legata 

 

In altri casi è opportuno il trattamento radiologico interventistico, che consiste nel posizionamento della così detta TIPSS (Trans Iugular Porto Sistemic Shunt), uno stent che viene introdotto, attraverso la vena giugulare, sino alla vena sovraepatica e da qui, attraverso il fegato, fino al ramo portale, così da ristabilire il normale flusso ematico, dalla vena porta alle vene sovraepatiche, e ridurre drasticamnete quella ipertensione portale che, attraverso il formarsi di circoli collaterali, determina il rifornirsi delle varici esofago-gastriche ed il loro sanguinamento.

La chirurgia, ad opera di chirurghi digestivi dedicati al problema, trova, al giorno d’oggi, scarse indicazioni, mentre era molto utilizzata in passato, con interventi derivativi porto sistemici.